Numero Entità: I-4
Habitat: Livello I-14
Descrizione
Gli Stirati si manifestano come proiezioni d'ombra di forma vagamente umanoide, caratterizzati da proporzioni prevalentemente distorte: estremamente allungati in verticale e quasi prive di spessore orizzontale. Non possiedono massa corporea osservabile né tridimensionalità misurabile. A causa di ciò, gli Stirati non possiedono interazioni con l'ambiente fisico in senso convenzionale, come spostare oggetti, produrre suoni o lasciare impronte.
La loro esistenza è percepibile quasi esclusivamente sul piano visivo, apparendo come silhouette nere, prive di dettagli interni, che si sovrappongono alle superfici sulle quali si trovano, come se fossero ombre proiettate da una fonte luminosa. Questa caratteristica degli Stirati rende estremamente difficile la loro rilevazione in condizioni di luminosità limitata, dove si ha la probabilità di confonderli con le ombre naturali del livello.
La dimensioni rilevate variano considerevolmente: le misure documentate oscillano tra i 1,8 e i 3,5 metri di altezza apparente, con proporzioni che sembrano ampliarsi maggiormente quando si trovano in prossimità di una vittima.
Comportamenti
Ambienti Diurni
In presenza di luce, gli Stirati mostrano un comportamento sostanzialmente inerte. Vengono avvistati prevalentemente in aree con ombreggiature naturali, come sotto le chiome degli alberi, lungo muretti di pietra e in corrispondenza di dislivelli del terreno che generano ombre. Tendono all'immobilità e non mostrano reazioni agli esploratori che si avvicinano, a patto che le condizioni di luce nell'aria che occupano non vengano perturbate.
È importante sottolineare che questo comportamento non deve esser preso come segno di inoffensività.
Ambienti Notturni
In ambienti privi di luce dominante, le entità diventano attive e cominciano a spostarsi con movimenti fluidi e silenziosi. Il comportamento più documentato è il pedinamento: gli Stirati seguono gli esploratori mantenendo una distanza variabile, che si riduce progressivamente. Non attaccano con contatto fisico e non corrono, ma il loro avanzare è lento e costante.
La riduzione della distanza è correlata all'intensità dell'effetto dell'assorbimento energetico: più si avvicinano, più i sintomi si aggravano sulla vittima. La presenza simultanea di più Stirati attorno a un singolo vagabondo accelera drasticamente il processo, riducendo il tempo verso il collasso da diversi minuti a pochi secondi.
Biologia
La natura biologica degli Stirati rimane prevalentemente non compresa. Non sono stati recuperati resti fisici, né campioni di alcun tipo. Le ipotesi dedotte si dividono principalmente in due correnti:
- La prima ipotesi li classifica come entità fotodipendenti, ovvero forme di vita che si manifestano sfruttando i confini tra la luce e il buio come substrato fisico. Secondo tale congettura, l'ombra non sarebbe una rappresentazione visiva dell'entità, ma l'entità stessa, ovvero una struttura bidimensionale che esiste nell'interfaccia tra luce e buio, e che si dissolverebbe in assenza di entrambi.
- La seconda ipotesi li descrive come parassiti energivori privi di forma fisica propria, in grado di proiettare una rappresentazione percepibile solo per facilitare il processo di localizzazione e di adescamento della vittima. L'aspetto umanoide quindi, secondo questo presupposto, sarebbe una forma di mimetismo evolutivamente selezionata.
Il meccanismo di assorbimento energetico non è stato chiarito. Gli effetti attualmente documentati, come stanchezza acuta, difficoltà respiratorie, perdita di coordinazione motoria, confusione cognitiva, fino alla perdita totale della coscienza, suggeriscono un'azione sul sistema nervoso, ma l'assenza di contatto fisico rende questa interpretazione difficile da supportare con i modelli fisiologici convenzionali.
Scoperta
Le prime segnalazioni documentate risalgono alle fasi iniziali dell'esplorazione del Livello I-14. I primi resoconti vennero inizialmente archiviati come allucinazioni indotte dalle condizioni ambientali del livello, data l'assenza di prove fisiche e la natura insolita delle descrizione fornite. Solo quando emersero correlazioni tra i sintomi riportati dagli esploratori e la presenza di figure d'ombra anomale nei filmati recuperati, è stato possibile classificare gli Stirati come entità distinte.
Il primo filmato recuperato del Livello I-14 è considerato tutt'ora uno dei primi documenti visivi validi: estratto da un dispositivo ritrovato abbandonato sul margine di un sentiero del livello, a pochi metri da segni di collasso al suolo di una persona ignota. La sorte del suo proprietario non è stata mai chiarita.
Cosa Fare e Cosa non Fare:
Cosa Fare
- Mantenere sempre una fonte di luce artificiale accesa, soprattutto in ambienti bui.
- Allontanarsi immediatamente dalla zona qualora si percepiscano i primi sintomi di un presunto attacco degli Stirati.
- Muoversi possibilmente verso aree ben illuminate.
- Se non si è soli, mantenere il gruppo unito e puntare le torce in direzioni diverse, creando una copertura luminosa a 360°.
Cosa non Fare
- Sostare in aree ombreggiate in ambienti notturni. Muretti, alberi e dislivelli del terreno sono le zone di aggregazione frequentate dagli Stirati.
- Ignorare i sintomi nella speranza che passino. La mole di reazioni si riduce rapidamente una volta iniziato l'assorbimento.
- Spegnere le fonti luminose per conservare le batterie in ambienti notturni.
- Avvicinarsi spudoratamente a una figura d'ombra per verificarne la natura. Attualmente, non esiste un metodo sicuro per distinguere un'ombra naturale da uno Stirato.
- Se si è in gruppo, non separarsi da quest'ultimo in ambienti notturni, anche per spostamenti brevi.

