Oblio
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In questo gran vuoto del conscio,
mi ritrovo a dover correre
che ora più non lo riconosco.

Le piscine di cotal loco:
prive di ogni cloro loro,
prive di ogni grande mito.

La luce che pare d'un rito
m'osserva da tale spigolo
vicino, da cotal soffitto.

Il timore nel mio animo
a me preme come un dolore,
fonosimbolista del creato.

Tu supplichi ad esso oramai
che tu non capisti codesto
segno: vero è il dolore eterno.

Io mi son rintanato lì,
ch'è dove, sì, sono già stato,
che mi trovo poi oscurato
in questo mio oblio opaco.


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