Un uomo nasce, cresce e mette le radici...
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CLASSE DI SOPRAVVIVENZA:

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"Un uomo nasce, cresce e mette le radici", colloquialmente Isola delle Radici, prende le somiglianze di un'isola di aspetto mediterraneo sospesa in mezzo a una nebbia fitta. Un gruppo anonimo di esploratori italiani la esplorò fino in fondo attorno a marzo del 2010.

Descrizione:

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Un'abbozzo di una mappa fatto da un vagabondo. Nonostante lo spessore con cui i ponti vengono rappresentati, esso non corrisponde in alcun modo alla realtà. I numeri a destra servono a indicare il bioma. (0: punto d'entrata; 1: pianura; 2: bosco)

Nonostante il luogo sia oscurato costantemente dalla nebbia, è stato possibile mapparlo grazie a una montagna, in un posto favorevole, coperta da uno strato spesso di neve. La si può raggiungere camminando per un chilometro partendo dal luogo di entrata. Questa formazione proietta un'ombra alquanto scura su tutta l'isola, che raggiunge i confini in diversi momenti della giornata. Potrebbe sembrare un luogo completamente sicuro, ma la pressione atmosferica scende rapidamente nei pressi della cima, il che rende il luogo inesplorabile senza un addestramento adeguato. La vetta, a un'altezza di circa 3000 metri, funge da randez-vous per tutti i viandanti ed è priva di fauna e flora. Non vi sono stati incidenti sin dalla scoperta di questo luogo in nessuna circostanza. Ai piedi del monte vi è una soglia fra due biomi, ossia un bosco fitto di alberi e una pianura. Nonostante il primo di questi sia piuttosto al riparo dagli effetti avversi del freddo, trovandosi esso nella parte più esterna dell'isola, la pianura centrale è inospitale a qualsiasi tipo di flora, cosa al momento non ancora studiata. Questo vuol dire che qualunque pianta che sarebbe potuta crescere nel secondo dei biomi in condizioni normali si congelerà ed appassirà molto più rapidamente di quanto possibile di norma in un processo che si conclude di solito entro cinque minuti. Oltre a questo, è possibile trovare il rudere di penitenziario al centro.

Non è molto chiaro come funzioni l'illuminazione dell'isola, ma è possibile attestare la presenza di una fonte di luce fioca che emana da tutte le direzioni. Questa fonte cambia in maniera imprevedibile, il che rende il ciclo giorno-notte irregolare, senza uno schema conosciuto. Ciononostante, degli esperimenti condotti con delle ombre hanno confermato che i vari raggi sono paralleli fra di loro, il che fa pensare che questo fenomeno sia dovuto a un corpo celeste esotico nelle profondità dello spazio circostante. Tuttavia, la natura alquanto bizzarra dell'oggetto non è oggigiorno un argomento di particolare interesse per i ricercatori, poiché pare che siano più impegnati con lo studio di alcune problematiche più tangibili sull'isola.

Costa:

Al contrario di quel che ci si potrebbe aspettare, la costa non è ricoperta di sabbia né assomiglia a una spiaggia. Anzi, al suo poso vi è una foresta che avvolge i dintorni. Una causa probabile di questo fenomeno è la presenza del Canale Blu, cosa che potrebbe aver interferito gravemente con la formazione dell'isola in un tempo lontano. Ciò avrebbe comportato la mancanza di barriere geografiche ai confini, cosa che potrebbe aver causato degli incidenti in passato. Nella foresta è praticamente impossibile trovare degli organismi e la stragrande maggioranza degli insetti, dannosi o meno, riescono a sopravvivere per a mala pena alcune ore. Anche se può sembrare poco minacciosa, la costa rappresenta un pericolo per i viandanti che la attraversano a causa della nebbia, poiché li disorienta tramite interferenza psicologica.

Al contrario degli insetti, i semi tendono a schiudersi piuttosto rapidamente. Grazie alla luce proveniente dalla fonte anomala, tra i vari effetti le nuove piante sono in grado di produrre più clorofilla. La maggior parte degli alberi consiste di aranci, meli, peri e altri tipicamente trovati nel Mar Mediterraneo. Tuttavia, i frutti si decompongono una volta staccati dalla pianta genitrice, nonostante la mancata azione di funghi e muffe. In certi casi, è possibile rimuoverli senza danneggiarli una volta che sono circondati da nubi di anidride carbonica, che riduce notevolmente la presenza di altri gas. Ciò si può ottenere con del ghiaccio secco, anche se è bene stare attenti a quando lo si utilizza dato che le piante tendono a consumare principalmente ossigeno durante la notte. Si può conservare la frutta per al massimo alcuni minuti, a mala pena il tempo necessario per condurre degli esperimenti. Provare a consumare i frutti in questo stato è inutile: non hanno alcun valore nutritivo.

Pianura interna:

L'isola ha al suo centro una zona inspiegabilmente fredda. Un prato congelato ricopre la maggior parte del terreno e perciò la struttura interna delle piante è compromessa a tal punto da farle sembrare il risultato di un'immersione nell'azoto liquido o altre sostanze. Le radici dell'erba e delle erbacce rimangono comunque integre e fungono da ancora al terreno, sebbene si possa rimuovere l'erba un po' come un tappeto. Vi sono numerose chiazze di vari prodotti intrappolate nella terra sottostante ed esse sono composte da sostanze che evaporerebbero in condizioni terrestri. Ciononostante, questo effetto si manifesta solo a contatto con la terra e in particolare con l'argilla al suo interno, il che rende il contatto fisico con essa pericoloso per umani ed altri animali.

Rovine:

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A livello architettonico, la Gorgona, isola nell'Arcipelago Toscano, ha molto in comune con l'Isola delle Radici.

Oltre a rappresentare un estremo pericolo per la flora, si sa di come in passato la pianura abbia ospitato insediamenti umani, tra cui un villaggio con un penitenziario al suo centro, che funge da punto di entrata per la maggior parte dei vagabondi. Non si può discernere molto dal suo aspetto desolato salvo il fatto che vi è palesemente dell'architettura preromana con delle aggiunte medievali. Quasi sicuramente la comunità avrà attinto supporto dalle miniere d'oro, oggi completamente esaurite, che un tempo erano accessibili in montagna. Si possono reperire tutte queste informazioni semplicemente consultando i fogli e i papiri all'interno delle case e in particolare del vecchio municipio. Queste fonti ci hanno aiutato molto nel comprendere molti eventi soprannaturali di queste terre. Molti testi, assieme ad altri scritti redatti in varie lingue volgari del Medioevo, tardo latino e addirittura etrusco, risalgono anche all'VIII secolo a.C. Da questo si può capire che, essendo il padroneggiamento della lingua etrusca stato prerogativa quasi esclusivamente degli abitanti della Toscana in tempi alquanto antichi, questa isola debba essere stata correlata in un modo o nell'altro all'Arcipelago Toscano. L'isola più vicina ai criteri qui descritti è senza dubbio la Gorgona, nonostante sia la struttura sia la grandezza di questa siano completamente diverse. Questo potrebbe implicare che un'isola vicina sia stata teletrasportata in qualche modo nelle Backrooms, finendo in questo punto.

Il penitenziario, ossia il punto d'entrata, sembra essere sul punto di decadere completamente, in maniera perpetua, senza tuttavia mai ultimare il processo. I vagabondi sono soliti a prendere la forma prismatica a base quadrangolare quasi come un segno di facile fuga: non è così. Non vi è alcun modo affidabile per uscirvi e a volte l'uscita cambia in maniera tale da intrappolare i viandanti. Tuttavia, il pericolo più grande per chi non esce è la presenza di un'entità dal comportamento inusuale ma letale; si prega di saltare ai paragrafi successivi in caso di necessità.

Entità:

Truffatore Imprevisto:

Vi sono stati molti incontri con una sorta di forza che permea gli interni delle varie strutture. Non somiglia a niente di umano dato che le manca una forma corporea. Al massimo si può sperare di paragonare questo essere a uno spirito che comunica telepaticamente con i vagabondi più deboli con l'obbiettivo di cibarsi della loro energia. Alcuni speculano che si tratti di una moltitudine di spiriti tenuti assieme in un modo agonizzante, il che spiegherebbe la vasta gamma di voci e di toni che l'entità può assumere. Questa strana presenza è stata osservata nell'atto di servirsi dei mobili in vicinanza per ferire i viandanti. Negli stadi finali delle interazioni con questo spirito (o spiriti), incomincia ad affliggere il corpo in modo irreversibile, trasformandolo in un albero di vario tipo. Il Truffatore è piuttosto difficile da risvegliare e ciò richiede diverse ore nelle case ma a mala pena pochi minuti nel penitenziario.

È meglio stare alla larga da tutti gli spazi chiusi di tipo urbano sull'isola al fine di evitare degli incidenti. I vagabondi dovrebbero dirigersi al più presto presso un ponte vicino per raggiungere le altre parti dell'Arcipelago. Le uscite dal penitenziario si trovano solamente in prossimità di fessure nei muri. Si proceda comunque con cautela nel caso in cui l'uscita si trovi ad un'altezza pericolosa.

Anomalia Celeste:

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Una foto del fenomeno.

Un'anomalia comparsa nei primi momenti sin dall'arrivo dell'isola si trova in cielo. Al contrario del Sole, che mantiene la Terra perennemente in orbita, quest'oggetto segue un percorso prevedibile qualche chilometro dalla superficie. Dà origine a un ciclo giorno-notte seppur irregolare e fa da schermo dalla luce blu proveniente dal vuoto circostante grazie alla luce bianca. Non è chiaro come questo oggetto sia connesso al Truffatore. Ciononostante, la sopravvivenza dei viandanti ai confini dell'isola e al suo interno è al momento oggetto di priorità di scienziati e simili, il che rende un'adeguata stesura di questa sezione decisamente problematica al momento.

Basi, Avamposti e Comunità:

Operativi dell'Isola delle Radici

Questo è un soprannome puramente finalizzato a riconoscere il gruppo di vagabondi anonimi che hanno scoperto l'isola. Questi abitano in una zona situata all'altezza di circa 500 metri dal suolo e vivono in delle tende. Sono responsabili delle testimonianze in questa pagina, anche se non sono disposti a rivelare alcunché sulla loro provenienza. Ciononostante, al momento sono poco informati su cosa ci sia sulle isole vicine e sono a mala pena in grado osservarle indirettamente per finalizzare la propria ricerca.

Entrate e Uscite:

L'unico modo per accedere all'isola è di attraversare una porta blu nel Livello I-23, che però è in grado di far passare solo un vagabondo alla volta. Spesso questo comporta che il gruppo risulti sparso dentro al penitenziario, diventando quindi un bersaglio facile, quindi è opportuno tagliare la corda al più presto. L'unico modo per uscire è attraverso tre ponti distinti, che portano rispettivamente a tre isole. Si prega di usufruire della mappa di sopra per trovarli. Un ponte di bambù porterà a un'isola a tema vietnamita, mentre un ponte di cemento porterà a una a tema polacco. L'ultimo ponte, tuttavia, ha un aspetto poco coerente e conduce a terre inesplorate.

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